Bitcoin Rejoin è una TRUFFA?🥇 Leggere Prima di Iniziare

Consiglio broker per ETF - e suggerimenti generali

Ciao a tutti!
Ho 27 anni, e lavoro da qualche anno come dipendente.
Non avendo affitto o simili, riesco a mettere da parte anche oltre i 1000€/mese per 14 mensilità (ci sono mesi dove spendo di più, ma mediamente il risparmio è quello - per capirci, la mia proiezione per quest'anno è di mettere da parte 13k-15k netti, e l'anno scorso sono arrivato a circa 14k). Per questo motivo, ho un conto deposito su FCA Bank dove non prendo moltissimo, l'1.3% lordo, ma dove in pratica i soldi sono sempre disponibili.
Come conto principale dove arriva lo stipendio e da dove poi giro il tutto, ho un conto BPM simil-youbanking (quasi stesse condizioni, ma firmato in filiale e ai tempi non disponibile online). Ho quindi accesso anche alla parte trading di BPM con una linea chiamata 'linea global' ma non ho idea di come funzioni, e non ci ho indagato più di tanto.
Quello che vorrei fare ora è cominciare con calma ad investire in ETF, perché mi è parso di capire siano la cosa più 'facile' per un principiante. Come avrete capito leggendo non ho particolari esigenze di liquidità al momento, quindi punto al lungo termine, ma vorrei cominciare con magari 1000€ tanto per vedere come funziona, e quando mi sentirò più sicuro alzare gli investimenti.
Prima di iniziare ovviamente devo capire gli strumenti che mi servono. Supponendo di usare un broker e non passare per la mia banca, ci sono vari fattori:
- commissioni,
- tasse,
- accesso agli ETF.
Come commissioni mi sembra che ci siano broker come eToro o Degiro dove le commissioni sono molto basse, ma dove per le tasse dovrei poi gestire la dichiarazione dei redditi da me (cosa che non so assolutamente fare, per questo tipo di conti). Quindi la prima domanda è: ha senso restare in Italia con cose tipo Fineco affinché facciano da sostituto d'imposta? O mi conviene imparare a fare la dichiarazione dei redditi come si deve e usare broker 'esteri'?
L'altra questione è l'accesso agli ETF: probabilmente sarei interessato al mercato americano e al mercato del sud-est asiatico - notate che non ho ancora una lista degli ETF a cui sono interessato, un passo alla volta. Quale broker mi garantirebbe accesso più ampio a questi mercati? Direi di non essere interessato al mercato europeo, anche se devo ancora analizzarlo sinceramente, quindi un'altra domanda è: c'è anche la questione conversione di valuta EUR->USD da considerare tra le 'commissioni'? Cosa che comunque potrei aggirare un po' con Revolut convertendo lì i fondi prima di passarli al broker, volendo.
Un grazie a chi è arrivato in fondo a questo messaggio e a chi mi aiuterà a muovere i primi passi in questo mondo :)
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11-03 15:04 - 'Come acquistare o Vendere Bitcoin con Contanti? L'acquisto di Bitcoin può essere semplice se si guida ed istruzioni online. Per chi è interessato a comprare Bitcoin solo con denaro contante, ecco i modi migliori per...' by /u/AthenaCryptoBank removed from /r/Bitcoin within 400-410min

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Come acquistare o Vendere Bitcoin con Contanti? L'acquisto di Bitcoin può essere semplice se si guida ed istruzioni online. Per chi è interessato a comprare Bitcoin solo con denaro contante, ecco i modi migliori per farlo. Bitcoin non esiste come moneta fisica, mentre i contanti lo sono. Ci sono attualmente alcuni collegamenti tra il mondo elettronico delle criptovalute e il mondo fisico del denaro. Si prega di tenere presente nel mercato dei Bitcoin e delle crittografie sta cambiando rapidamente e che ulteriori opzioni potrebbero essere disponibili in futuro. Acquista Bitcoin solo con Contanti C'è un'importante distinzione da fare prima di descrivere le modalità di acquisto di Bitcoin con contanti, e cioè tra denaro fisico e depositi bancari. Il denaro fisico è in contanti disponibili direttamente. I depositi bancari vengono spesso considerati come contanti poiché possono essere ritirati facilmente o consultati elettronicamente. Le opzioni descritte qui sono per le persone che utilizzano denaro fisico, non depositi bancari. Molteplici sono le motivazioni per le quali le persone scelgono di acquistare Bitcoin in contanti, compreso il desiderio di rimanere anonimi. Uno degli obiettivi principali di Bitcoin è quello di consentire all'utente non tracciabili e le persone che valutano questa funzione, utilizzare per iniziare con una "tabula rasa". Altri potrebbero essere preoccupati di usare qualsiasi tipo di trasferimento elettronico su Internet per timore di esporre le informazioni del proprio conto al pericolo degli hacker.
5 Metodi per Acquistare Bitcoin in Contanti I pagamenti in contanti hanno i propri rischi e bisogna guardare attenti ogni volta che si sono pagati con sé. Ciò è particolarmente preoccupante dal momento che la quantità di denaro necessaria per l'acquisto è anche una piccola quantità di Bitcoin può essere significativa. Il rischio che deriva da questa realtà può rendere alcuni di questi metodi più interessanti di altri.
[link]1 è un sito che consente di inserire un annuncio di acquisto o vendita di bitcoin in contanti. E 'gratuito e non viene richiesta nessuna carta di identità o informazione personale, si può inserire il proprio annuncio senza dover depositare i propri bitcoin sul sito, si può decidere di gran lunga riportando dal supporto del sito i feedback acquisiti su localbitcoins oppure no. semplicemente si inserisce la città, il prezzo di vendita in percentuale e la quantità che il trader può cambiare. il supporto è sempre disponibile tramite telegramma, questo consente una comunicazione rapida. Ottimo modo per comprare e vendere bitcoin in contanti nella tua città con altri utenti.
[link]2 permette di abbinare compratori e venditori ma è più simile come funzione ad un exchange. I venditori piazzano i propri Bitcoin in garanzia e gli acquirenti depositano i fondi per l'acquisto sul conto bancario del venditore. La transazione è completata quando l'acquirente fornisce la prova di questo deposito. Il fatto che ci sia trasferimento di denaro verso una banca e che le parti non si incontrano, rende questa transazione più sicura. Tuttavia, il sito web richiede la registrazione con identificazione ed è disponibile solo negli Stati Uniti (esclusa New York).
[link]3 abbina acquirenti e venditori mentre agisce come intermediario. Elenca I venditori come LocalBitcoins, ma utilizza i depositi bancari come BitQuick. Ciò significa che la posizione bancaria più conveniente potrebbe non essere associata a un venditore che offre il prezzo più basso. I prezzi di WallofCoins includono le tariffe, che possono rendere più difficili i confronti con i prezzi su altre piattaforme. Tuttavia, offre anche una funzione di live chat e un numero verde per il servizio clienti. Queste caratteristiche lo rendono un'opzione allettante per i nuovi acquirenti.
[link]4 è il più vicino tra gli exchange ad un'operazione di vendita al dettaglio. Il sito web ti indirizza verso una posizione di vendita affiliata in base al tuo codice postale. Un'app mobile è disponibile per trovare tali posizioni mentre sei in viaggio. Il pagamento e il trasferimento avvengono presso il punto vendita, aumentando la sicurezza personale.
Tuttavia, è richiesta l'identificazione e il servizio è disponibile solo negli Stati Uniti. Inoltre, le sedi partecipanti aggiungono le proprie commissioni in aggiunta a quelle addebitate da LibertyX. Ogni posizione imposta anche il proprio minimo e vi è un limite giornaliero di 1.000$ per la piattaforma. MyCeliumWallet è una delle numerose applicazioni mobili disponibili tramite Google Play per acquistare, conservare e inviare Bitcoin. La maggior parte delle applicazioni include una funzionalità che consente agli acquirenti di trovare venditori in base alla posizione. Queste applicazioni non fungono da intermediari come le altre piattaforme elencate qui. I termini dello scambio vengono negoziati tra l'acquirente e il venditore privatamente, così come il prezzo. Mentre questo aumenta il rischio potenziale, consente anche all'acquirente di selezionare i venditori che forniranno il livello desiderato di anonimato. Tieni presente che il mercato delle criptovalute è estremamente dinamico e le modifiche dei limiti di acquisto e dei sistemi operativi avvengono continuamente. Inoltre, ci si aspetta che le tariffe subiscano un rapido cambiamento, non appena un nuovo modo di acquistare Bitcoin in contanti arriva sul mercato e genera concorrenza. ATM Bitcoin Esiste un secondo metodo di acquisto di Bitcoin in contanti che non prevede l'incontro con il venditore, né di persona né attraverso un intermediario. Questo è l'ATM Bitcoin. Si tratta di sportelli Bitcoin collegati a Internet che accettano denaro come mezzo di pagamento. Si noti che l'uso della dicitura "ATM" può essere fonte di confusione, in quanto è tipicamente associata ad una banca. Gli ATM Bitcoin non sono casse automatiche e non sono collegati ad alcun istituto bancario. Piuttosto, possono essere considerati come computer con dispositivi di input che accettano valuta e trasferiscono Bitcoin su un portafoglio nuovo o uno già esistente. Diverse piattaforme di trading offrono ATM Bitcoin e il numero degli sportelli sta aumentando rapidamente. Sebbene siano più diffusi negli Stati Uniti, la maggior parte dei Paesi offre almeno uno sportello. Non è raro trovare ATM Bitcoin situati nei minimarket e nelle stazioni di servizio negli Stati Uniti poiché generano entrate per il proprietario dello sportello con poca o nessuna manutenzione. Funzionamento degli ATM Poiché operano su diverse piattaforme, non esiste una procedura standard su come utilizzare un ATM Bitcoin. Tuttavia, ciascuna versione è dotata di un touchscreen e fornisce istruzioni dettagliate. Gli ATM Bitcoin sono chiaramente progettati per i nuovi acquirenti. Le basilari precauzioni di sicurezza che si applicano all'utilizzo di un qualsiasi ATM valgono anche per l'utilizzo di un ATM Bitcoin. La quantità di Bitcoin che può essere acquistata varia a seconda della macchina.
Alcuni ATM Bitcoin creato un nuovo portafoglio Bitcoin per ogni acquisto e alcuni registrati di deposito le monete appena acquistate in un portafoglio esistente. Le istruzioni su come selezionare tra le opzioni disponibili appariranno sullo schermo. Gli ATM Bitcoin che creano un nuovo portafoglio come opzione o, per impostazione predefinita, stampano un portafoglio di carta per ogni transazione.
Il portafoglio in carta presenta un codice QR o alfanumerico che include sia la chiave pubblica che la chiave privata. I Bitcoin sono tenuti memorizzati sulla blockchain e le informazioni sulla carta presenti tutte le informazioni necessarie per accedervi. Queste sono informazioni importanti e devono essere conservate con cura.
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Come Comprare o Vendere Bitcoin con Contanti?

L'acquisto di Bitcoin può essere semplice se si guida ed istruzioni online. Per chi è interessato a comprare Bitcoin solo con denaro contante, ecco i modi migliori per farlo. Bitcoin non esiste come moneta fisica, mentre i contanti lo sono. Ci sono attualmente alcuni collegamenti tra il mondo elettronico delle criptovalute e il mondo fisico del denaro. Si prega di tenere presente nel mercato dei Bitcoin e delle crittografie sta cambiando rapidamente e che ulteriori opzioni potrebbero essere disponibili in futuro. Acquista Bitcoin solo con Contanti C'è un'importante distinzione da fare prima di descrivere le modalità di acquisto di Bitcoin con contanti, e cioè tra denaro fisico e depositi bancari. Il denaro fisico è in contanti disponibili direttamente. I depositi bancari vengono spesso considerati come contanti poiché possono essere ritirati facilmente o consultati elettronicamente. Le opzioni descritte qui sono per le persone che utilizzano denaro fisico, non depositi bancari. Molteplici sono le motivazioni per le quali le persone scelgono di acquistare Bitcoin in contanti, compreso il desiderio di rimanere anonimi. Uno degli obiettivi principali di Bitcoin è quello di consentire all'utente non tracciabili e le persone che valutano questa funzione, utilizzare per iniziare con una "tabula rasa". Altri potrebbero essere preoccupati di usare qualsiasi tipo di trasferimento elettronico su Internet per timore di esporre le informazioni del proprio conto al pericolo degli hacker.
5 Metodi per Acquistare Bitcoin in Contanti I pagamenti in contanti hanno i propri rischi e bisogna guardare attenti ogni volta che si sono pagati con sé. Ciò è particolarmente preoccupante dal momento che la quantità di denaro necessaria per l'acquisto è anche una piccola quantità di Bitcoin può essere significativa. Il rischio che deriva da questa realtà può rendere alcuni di questi metodi più interessanti di altri.
https://athenacryptotrade.com è un sito che consente di inserire un annuncio di acquisto o vendita di bitcoin in contanti. E 'gratuito e non viene richiesta nessuna carta di identità o informazione personale, si può inserire il proprio annuncio senza dover depositare i propri bitcoin sul sito, si può decidere di gran lunga riportando dal supporto del sito i feedback acquisiti su localbitcoins oppure no. semplicemente si inserisce la città, il prezzo di vendita in percentuale e la quantità che il trader può cambiare. il supporto è sempre disponibile tramite telegramma, questo consente una comunicazione rapida. Ottimo modo per comprare e vendere bitcoin in contanti nella tua città con altri utenti.
https://bitquick.co/ permette di abbinare compratori e venditori ma è più simile come funzione ad un exchange. I venditori piazzano i propri Bitcoin in garanzia e gli acquirenti depositano i fondi per l'acquisto sul conto bancario del venditore. La transazione è completata quando l'acquirente fornisce la prova di questo deposito. Il fatto che ci sia trasferimento di denaro verso una banca e che le parti non si incontrano, rende questa transazione più sicura. Tuttavia, il sito web richiede la registrazione con identificazione ed è disponibile solo negli Stati Uniti (esclusa New York).
https://wallofcoins.com abbina acquirenti e venditori mentre agisce come intermediario. Elenca I venditori come LocalBitcoins, ma utilizza i depositi bancari come BitQuick. Ciò significa che la posizione bancaria più conveniente potrebbe non essere associata a un venditore che offre il prezzo più basso. I prezzi di WallofCoins includono le tariffe, che possono rendere più difficili i confronti con i prezzi su altre piattaforme. Tuttavia, offre anche una funzione di live chat e un numero verde per il servizio clienti. Queste caratteristiche lo rendono un'opzione allettante per i nuovi acquirenti.
https://libertyx.com/ è il più vicino tra gli exchange ad un'operazione di vendita al dettaglio. Il sito web ti indirizza verso una posizione di vendita affiliata in base al tuo codice postale. Un'app mobile è disponibile per trovare tali posizioni mentre sei in viaggio. Il pagamento e il trasferimento avvengono presso il punto vendita, aumentando la sicurezza personale.
Tuttavia, è richiesta l'identificazione e il servizio è disponibile solo negli Stati Uniti. Inoltre, le sedi partecipanti aggiungono le proprie commissioni in aggiunta a quelle addebitate da LibertyX. Ogni posizione imposta anche il proprio minimo e vi è un limite giornaliero di 1.000$ per la piattaforma. MyCeliumWallet è una delle numerose applicazioni mobili disponibili tramite Google Play per acquistare, conservare e inviare Bitcoin. La maggior parte delle applicazioni include una funzionalità che consente agli acquirenti di trovare venditori in base alla posizione. Queste applicazioni non fungono da intermediari come le altre piattaforme elencate qui. I termini dello scambio vengono negoziati tra l'acquirente e il venditore privatamente, così come il prezzo. Mentre questo aumenta il rischio potenziale, consente anche all'acquirente di selezionare i venditori che forniranno il livello desiderato di anonimato. Tieni presente che il mercato delle criptovalute è estremamente dinamico e le modifiche dei limiti di acquisto e dei sistemi operativi avvengono continuamente. Inoltre, ci si aspetta che le tariffe subiscano un rapido cambiamento, non appena un nuovo modo di acquistare Bitcoin in contanti arriva sul mercato e genera concorrenza. ATM Bitcoin Esiste un secondo metodo di acquisto di Bitcoin in contanti che non prevede l'incontro con il venditore, né di persona né attraverso un intermediario. Questo è l'ATM Bitcoin. Si tratta di sportelli Bitcoin collegati a Internet che accettano denaro come mezzo di pagamento. Si noti che l'uso della dicitura "ATM" può essere fonte di confusione, in quanto è tipicamente associata ad una banca. Gli ATM Bitcoin non sono casse automatiche e non sono collegati ad alcun istituto bancario. Piuttosto, possono essere considerati come computer con dispositivi di input che accettano valuta e trasferiscono Bitcoin su un portafoglio nuovo o uno già esistente. Diverse piattaforme di trading offrono ATM Bitcoin e il numero degli sportelli sta aumentando rapidamente. Sebbene siano più diffusi negli Stati Uniti, la maggior parte dei Paesi offre almeno uno sportello. Non è raro trovare ATM Bitcoin situati nei minimarket e nelle stazioni di servizio negli Stati Uniti poiché generano entrate per il proprietario dello sportello con poca o nessuna manutenzione. Funzionamento degli ATM Poiché operano su diverse piattaforme, non esiste una procedura standard su come utilizzare un ATM Bitcoin. Tuttavia, ciascuna versione è dotata di un touchscreen e fornisce istruzioni dettagliate. Gli ATM Bitcoin sono chiaramente progettati per i nuovi acquirenti. Le basilari precauzioni di sicurezza che si applicano all'utilizzo di un qualsiasi ATM valgono anche per l'utilizzo di un ATM Bitcoin. La quantità di Bitcoin che può essere acquistata varia a seconda della macchina.
Alcuni ATM Bitcoin creato un nuovo portafoglio Bitcoin per ogni acquisto e alcuni registrati di deposito le monete appena acquistate in un portafoglio esistente. Le istruzioni su come selezionare tra le opzioni disponibili appariranno sullo schermo. Gli ATM Bitcoin che creano un nuovo portafoglio come opzione o, per impostazione predefinita, stampano un portafoglio di carta per ogni transazione.
Il portafoglio in carta presenta un codice QR o alfanumerico che include sia la chiave pubblica che la chiave privata. I Bitcoin sono tenuti memorizzati sulla blockchain e le informazioni sulla carta presenti tutte le informazioni necessarie per accedervi. Queste sono informazioni importanti e devono essere conservate con cura.
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Mini guida sui fondi

PREMESSA

Buongiorno ItaliaPersonalFinance!

Continuo la mia serie di mini guide (che spero possiate trovare utili).

Ricordo a tutti che lo scopo che mi prefiggo è quello di dare dei primi rudimenti a chi non ne sa, ma anche di evidenziare agli “esperti” le meccaniche e i ragionamenti di chi sta dall’altro lato del prodotto.

Visto che l’argomento fondi è molto delicato e, per esperienza, scatena tante e diverse reazioni, ricordo che sarò contento di rispondere a dubbi, approfondire argomenti e spiegare meglio quanto di poco chiaro; non risponderò invece a post polemici (anche qualora dovessi condividere la polemica sollevata)

Grazie!


COS’E’ UN FONDO COMUNE DI INVESTIMENTO

Prima di parlare dei fondi dobbiamo introdurre leSGR (Società di Gestione del Risparmio).
Le SGR sono state formalmente istituite col Testo Unico della Finanza (TUF) ossia, per chi volesse leggerlo, il d.l. 24 febbraio 1998, n. 58.
Sono società per azioni che svolgono attività digestione collettiva del risparmio, appartenenti di solito a gruppi bancari o di assicurazioni o a grandi società finanziarie.

Ma cosa vuol dire? E perché mai dovrebbe servirmi una società che gestisce collettivamente il mio risparmio?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo capire che, ai fini della corretta gestione del rischio e per un investimento piò oculato, è necessariodiversificare i propri investimenti in più asset e che questa diversificazione va seguita e modulata nel tempo.

Una corretta diversificazione quindi richiede capitali adeguati (non potrò mai pensare di riuscire a diversificare correttamente 10.000 euro tra prodotti obbligazionari, azionari, valutari e poi nei vari mercati europeo, americano, italiano, ecc. e magari di fare coperture su alcuni rischi con derivati o simili) ma richiede anche conoscenze adeguate per sapere cosa e soprattutto quando cambiare.

Quindi un investitore medio, anzi esagero, la stragrande maggioranza dei piccoli investitori, non sarebbe mai in grado di diversificare correttamente il proprio portafoglio.

E qui entrano in gioco le SGR (e altre forme societarie simili, tipo le SICAV) che raccolgono i risparmi di una pluralità di investitori, in un fondo appunto, raggiungendo così i livelli di disponibilità minimi necessari per una corretta diversificazione e poi grazie alla loro esperienza, conoscenza e professionalità intervengono sugli investimenti verificandoli di continuo e ribilanciandoli all’occorrenza.

Da notare che ogni fondo resta patrimonioautonomo e distinto da quello della SGR, quindi anche in caso di fallimento di quest’ultima, gli investimenti dei clienti non ne verrebbero toccati. E per di più il fondo va depositato su una banca diversa da quella della SGR, la banca depositaria appunto (le banche depositarie sono di solito banche specializzate in questo lavoro e non si assumono i rischi delle normali banche, quali concessione del credito o operazioni societarie particolari).

Oltre a ciò, proprio per la natura stessa dei fondi, ossia raccolta di risparmi di una moltitudine di consumatori, le SGR sono sottoposte a vigilanza continua sia dalla CONSOB che dalla BANCA D’ITALIA.

Due aspetti questi che né le obbligazioni né tantomeno le azioni possono vantare.


TIPOLOGIE

Abbiamo detto quindi che il fondo raccoglie enormi disponibilità dagli investitori e poi le investe; ma come?

La modalità di investimento del fondo - che va chiaramente indicata sugli opportuni moduli , come ad esempio il KIID (Key Investor Information Document), messi a disposizione prima dell’adesione - identifica la politica di investimento di quel fondo, fa capire su quali asset sarà diversificato e quali strumenti verranno utilizzati. Sempre nel KIID sono indicati poi l’orizzonte temporale, l’obiettivo del fondo, la fascia di rischio in cui inquadrarlo e tutte le altre informazioni necessarie a valutare correttamente l’investimento.

Ma se i fondi sono così belli (no fallimento, vigilanza continua sulle SGR, chiarezza di obiettivi, trasparenza massima, rischi ben chiari, ecc.) perché sono così odiati dal comune investitore?

Colpa delle banche! Le banche italiane hanno scoperto i fondi con circa 60 anni di ritardo rispetto alla loro comparsa sui mercati (nascono negli anni ’20 in America ma compaiono diffusamente in Italia sono negli anni ’80) e gli hanno venduti all’inizio in maniera avida, pensando solo ai guadagni da commissioni e spese di gestione; li hanno “piazzati” poi a chiunque e senza alcuna logica di investimento responsabile.

Si capisce quindi subito che ne è seguito uno sfacelo! Fondi sbagliati a clienti sbagliati, fondi carissimi e magari anche con pochi risultati.

In realtà oggi è possibile affermare che fortunatamente (per tutti) la situazione è cambiata; le banche si sono autoregolamentate e/o sono state obbligate a regolamentarsi sia sul mondo investimento (vedi Mifid) che in altri campi (Basilea II, antiriciclaggio, ecc.).
Molte banche hanno istituito vere e proprie strutture esterne alla filiera commerciale, i cosiddetti uffici di compliance, che verificano ogni prodotto e ogni procedura, con pesanti poteri di veto, per evitare che ai clienti vengano venduti prodotti che possano danneggiarli (e di conseguenza danneggiare la banca!). Certo, vi sono ancora margini di miglioramento e le singole persone possono ancora fare “danni”, ma l’inversione di tendenza c’è stata ed ormai è più che stabile.

Quindi oggi è possibile trovare il fondo giusto per ogni investitore, bisogna capire solo che obiettivi ci si propone e che rischi si è disposti a correre (bisogna ovviamente essere coerenti in questa analisi! Non posso pretendere alti guadagni e zero rischi!)

Ma prima di capire qual è quindi il fondo giusto per noi, è opportuno analizzare le varie tipologie di fondi (alcune, le più comuni) in modo da saperle valutare con più cognizione di causa.

fondi azionari sono fondi che come dice il nome investono principalmente in prodotti azionari, quindi azioni, altri fondi azionari, indici, ma anche in derivati, future, ecc.; si portano dietro di solito i livelli di rischio del mondo azionario, anche se sono possibili coperture con strumenti derivati o con tecniche di gestione atte a mitigarlo

fondi obbligazionari analogamente a quelli azionari, questi investono principalmente in prodotti obbligazionari, quali obbligazioni, titoli di stato, altri fondi obbligazionari, ma anche derivati, valute, indici, ecc.; per questi prodotti il rischio può variare e di molto, vi sono obbligazioni più o meno rischiose, vi sono obbligazioni che si portano dietro il rischio cambio, ecc.; non date per scontato che i fondi obbligazionari siano a basso rischio, anzi.

fondi bilanciati sono fondi che, di solito in proporzioni definite, investono in entrambi le due tipologie appena viste (ad es. 25% azionario e 75% obbligazionario)

fondi monetari sono fondi che investono principalmente in appunto prodotti cosiddetti monetari, ossia liquidi a brevissima scadenza; sono fondi che a mio avviso, in questo periodo, non dovrebbero interessare l’investitore comune perché fra rendimenti e costi il risultato atteso è quasi nullo se non addirittura negativo

fondi a benchmark sono fondi che prendono come obiettivo quello di replicare un riferimento (benchmark appunto) e che o cercano di replicarlo fedelmente imitandolo (gestione passiva) o cercano di batterlo (gestione attiva). Attenzione, è importante capire che l’obiettivo in un fondo a benchmark è di seguire il benchmark, non di fare utile! Quindi se scegliamo un benchmark che ad esempio dopo un anno perde il 10% e la mia SGR con una politica di gestione attiva ha raggiunto un -8% significa che sono stati bravi! Errore mio che ho scelto il benchmark sbagliato!
Alcune SGR per ovviare al problema appunto di una scelta di un benchmark sbagliato, offrono fondi con benchmark “diversificato” ossia costruendolo ad hoc (ad esempio un benchmark del tipo per il 20% il FTSE Mib, per il 20% EUROSTOXX 50, per 25% l’indice delle obbligazioni europee a 10 anni e per il 35% l’indice dell’inflazione)

fondi flessibili sono fondi la cui allocazione degli asset non è così rigida, ma dove si concede spazi di manovra alla SGR affinché in maniera dinamica investa come meglio crede le disponibilità del fondo all’interno comunque di politiche di investimento ben delimitate (questi ovviamente non sono fondi a benchmark); di solito questi fondi hanno come obiettivo un guadagno positivo (absolute return) e sempre di solito hanno profili di rischio minore rispetto a quelli non flessibili, proprio perché si da possibilità alla SGR di reagire e di variare gli investimenti.

fondi multiasset sono fondi che come dice il nome investono in più tipologie di asset diversi; di solito il gestore si riserva degli spazi di manovra (ad esempio obbligazionario euro tra lo 0% ed il 15% del patrimonio del fondo) e questo di fatto li rende assimilabili ai fondi flessibili; per il rischio vale lo stesso ragionamento fatto per i flessibili.

fondi settoriali o specifici sono fondi fortemente specializzati che investono principalmente se non addirittura esclusivamente in una tipologia specifica di asset. Ad esempio il Fondo Azionario Giappone può investire solo in azioni giapponesi. Anche se non tecnicamente fondi a benchmark gli sono molto simili; se il mercato giapponese precipita non posso incolpare il gestore se il fondo perde; quini rischi collegati al sottostante ed in ogni caso non bassi

fondi a profilo di rischio fondi che hanno come obiettivo quello del guadagno, ma senza mai andare oltre i limiti di rischio dichiarati. Questi hanno il vantaggio di far sapere chiaramente al cliente quanto sta rischiando ma lo svantaggio di non poter beneficiare di (troppi) strumenti rischiosi ma che in realtà offrono potenzialmente i migliori guadagni; il livello di rischio è ben specificato e chiaro; si noti che la SGR non spenderà mai tutto il rischio a disposizione, perché essendo il rischio dei prodotti al suo interno dinamico, se il valore di rischio del fondo superasse il limite stabilito con i clienti, la SGR dovrebbe abbassarlo subito disinvestendo, danneggiando così l’impostazione strategica del fondo


Queste sono le principali categorie di fondi, poi ce ne sono tante altre o anche tante sottocategorie come ad esempio i fondi con copertura rischio cambio (se ad esempio sono interessato ad investire in azionario giapponese ma non voglio espormi al rischio del cambio euyen) o fondi che staccano proventi (la cedola tanto per intendersi) o fondi a finestra (cioè che hanno un periodo di collocamento definito) .


SPESE

E fin qui tutto rose e fiori: diversificazione che non potrei mai ottenere da solo, gestione separata, professionalità e competenze (di molto) superiori a quelle del comune investitore ma anche del comune consulente bancario, obiettivi e politiche di investimento ben chiari, pluralità di prodotti fra cui scegliere, ecc.

Ma tutto questo lo dovrò pagare? E certo!

Se ho un campo di diversi ettari di alberi da frutta e io non so come curarli, gestirli e coltivarli cosa faccio? Mi affido ad un professionista (contadino-giardiniere). Lo vorrò pagare? Logico!
E se grandina e perdo il raccolto lo vorrò pagare? Mi piangerà il cuore ma logico!

Analogamente, se affido i miei soldi ad un professionista e questi me li segue, allestisce una struttura di analisi di mercati, li investe e li disinveste in base a quello che succede e a quello che pensa possa succedere, studia strategie e tattiche, le applica nel rispetto di quello che abbiamo pattuito all’inizio, beh, lo vorrò pagare? Logico!

Queste sono le commissioni di gestione; ma come le pago?
Invece di addebitarmi il conto il gestore le tratterrà dal fondo stesso, come per tutte le altre spese che vedremo.

Ma sono care? Beh dipende; devo sempre considerare cosa fa il professionista. Seguire un fondo monetario non comporta tante spese, gestire un ETF un po’ di più, seguire un fondo in maniera attiva in base a continue analisi e studi di mercato invece è un po’ più caro.

Ma se il fondo perde perché devo pagare il gestore? Per lo stesso motivo per cui paghi il contadino anche se grandina. Lui il suo lavoro l’ha fatto. Se poi credi che sia colpa del contadino, sei sempre libero di cambiarlo.

La maggior parte dei fondi, se non addirittura tutti, ha quindi ovviamente spese di gestione.

Altre spese da conoscere sono le spese di ingresso o di collocamento. Cosa sono?

Se vado a comprare un auto nuova, il concessionario si prende una parte dei soldi? Sì, ovvio.
Se vado in un supermercato e faccio la spesa, il supermercato incasserà la sua quota? Ovvio.

Ovunque c’è una catena di rivendita, è prevista la quota per chi vende. Dal pane ai vestiti, dalle auto alle case. E le banche non sono altro che negozi; negozi che comprano e vendono denaro, servizi e prodotti. Ma sempre negozi. E quindi incassano la loro quota.

Le spese di collocamento quindi ci sono quasi sempre (a meno che non compro un fondo sul mercato secondario, nel qual caso avrò comunque le spese di acquisto);
possono essere immediate (investo 100, pago 1,5 quindi lo tolgono dai 100, ovvero di fatto investo 98,5) oppure possono essere spalmate sugli anni futuri (investo 100, dovrei pagare 1,5 ma me li tolgono a 0,3 alla volta per i prossimi 5 anni, quindi investo 100 ma guadagnerò 0,3 in meno – circa – all’anno)

Infine ci sono le spese di uscita. Cioè devo pagare per riavere i miei soldi?

Dipende. Ci possono essere due principali motivi per cui vengono applicate le spese di uscita. Il primo è il recupero delle eventuali spese di ingresso non pagate (nell’esempio di prima, avevo pattuito uno 0,3 all’anno per cinque anni, se vendo dopo due anni mi addebiteranno anche i tre anni che mancano per cui 0,9), il secondo è un’eventuale penale atta a tutelare gli investimenti di chi resta nel fondo; in determinate situazione disinvestire può in via marginale danneggiare chi rimane dentro; se compro un prodotto con durata di cinque anni e voglio i miei soldi dopo due il gestore deve magari vendere asset che non avrebbe voluto vendere e la cui vendita in futuro gli porterà un minor guadagno o una più difficile gestione del portafoglio.

Tutte le spese comunque vanno esplicitate sempre nel KIID e di solito sono espresse in percentuali.

Delle spese bisogna opportunamente tenere conto; di solito quelle che incidono di più in un investimento di lungo periodo sono le spese di gestione, mentre nel breve sono le spese di ingresso e spese di uscita.

Tutte si riducono in un minor guadagno rispetto all’andamento del fondo.

Se il fondo in 5 anni ha registrato un +22%, ma io ho pagato 1,5% di spese di gestione annua, io allora totalizzo, ante tasse, un 22-7,5=14,5%;

Se compro un fondo con spese di ingresso/uscita del 2% e il fondo registra il primi due anni un +4% e io devo vendere, allora il mio realizzo, sempre ante tasse, è pari ad un 4-2=2%

Si vede quindi che le spese potenzialmente posso incidere molto. Quando analizzo un fondo però devo capire, non quanto alte sono le spese, ma quanto queste incidano sul rendimento atteso. Da notare poi che le spese sono detratte anche in caso di andamento negativo, andandosi a sommare alle perdite!

Ad esempio. Devo scegliere fra due fondi. Il primo è un fondo monetario con 1% spese di ingresso e 0,5% spese di gestione, rendimento atteso del fondo 1% annuo. Il secondo è un fondo azionario internazionale con spese di ingresso del 2% e spese di gestione del 3%, rendimento atteso 9% annuo. Tralasciando rischi e altri ragionamenti, solo analizzando i costo, è molto più attraente il secondo nonostante le spese molto più alte!

Bisogna quindi imparare (non è facile, ma neanche impossibile; servono solo un po’ di esperienza e un po’ di conoscenze) a valutare innanzitutto se le spese richieste siano in linea con l’effettivo lavoro che deve svolgere il gestore e se queste siano in linea anche con i rendimenti attesi.
Sapete di certo capire quali consumi dovete aspettarvi da una Ferrari piuttosto che da una 500, analogamente imparerete a capire quali spese aspettarvi da un fondo azionario non flessibile piuttosto che da un fondo a multiasset flessibile a gestione attiva.


ETF, ETC E FONDI HEDGE

La ricerca di commissioni basse, per molti investitoria torto cosa prioritaria, ha spinto negli ultimi anni la clientela a cercare fondi con basse commissioni di gestione; fra questi ultimi troneggiano nel cuore dei clienti “fai da te” (senza offesa!) gli ETF e gli ETC.
Andiamo a vedere cosa sono.

Gli ETF hanno come unico obiettivo quello di replicare particolari indici e/o mercati, quindi sono a benchmark. Lo fanno poi nella stragrande maggioranza dei casi con una gestione passiva.

E qui capiamo come mai le basse spese di gestione; il gestore non fa altro che replicare quello che fa il mercato, con poche scelte e molto pochi interventi strategici e/o tattici; ma sempre in questi due aspetti (benchmark fortemente settoriali/specifici e gestione passiva) troviamo due elementi che dovrebbero far suonare un campanello di allarme nell’investitore!
Che indice o mercato scelgo? Come faccio a sapere quando uscire? E poi quanto rischio?
Se scelgo l’indice sbagliato ci rimetto e potenzialmente anche parecchio! Se scelgo indici “tranquilli”, fra gestione passiva e spese di gestione (anche se basse) il mio presunto guadagno si riduce. Ma diciamo che sono in guadagno, cosa faccio? Vendo? Rimango dentro?
Insomma, comprare e seguire un ETF non è tanto diverso che comprare e seguire un’ azione.
Bisogna conoscerli bene ed essere pronti a fare qualcosa di simile al trading.
Sceglierli poi in base ai rendimenti passati è il più classico e pericoloso degli errori.

Come avrete capito a me personalmente gli ETF non piacciono, semplicemente perché nonostante oltre dieci anni di esperienza, non ritengo di avere le competenze e le conoscenza necessarie a sceglierli e seguirli.

Ciò non toglie che per gli esperti possano essere prodotti interessanti, ed infatti molti fondi comprano a loro volta gli ETF per gestire quegli aspetti o quei mercati che costerebbero loro troppo da implementare o da seguire.

Gli ETC sono molto simili agli ETF, ma la C sta per commodities, che sono le materie prime o i semi lavorati (o simili per intenderci). Risultano allora chiaramente ancora più rischiosi degli ETF, le materie prime infatti hanno andamenti repentini legati spesso a notizie o situazioni imprevedibili.
(Una piccola curiosità: le quote di questi fondi si possono comprare non solo con i contanti ma anche conferendo alla SGR le commodities stesse).

Personalmente ve li sconsiglio.

Infine ci sono gli Hedge Founds; non troverete in Italia banca che ve li propone.
Non per motivi commerciali o gestionali; la realtà è che sono troppo rischiosi e gli organi di vigilanza ne proibiscono la sollecitazione al pubblico risparmio.
Per carità, di banche che li trattano ne troverete e quindi potrete voi chiedere di comprarli, ma tenete conto di queste cose prima procedere all’acquisto:
i fondi hedge hanno maggiore libertà nell’utilizzo di strumenti pericolosi, pochi limiti con i derivati, possono eseguire vendite allo scoperto, possono utilizzare effetti leva importanti, non soffrono di limiti di concentrazione, ecc.) . Tutte cose che un fondo normale NON può fare.
Di fatto, un fondo hedge potrebbe perdere tutto il proprio valore e anche molto velocemente.
Sono fondi speculativi che nel tentativo di produrre utile utilizzano tecniche rischiose.

Non c’è bisogno che ve lo dica, ma ovviamente ve li sconsiglio.


QUALI FONDI SCEGLIERE ALLORA?

La farò breve. Fatevi aiutare da chi i fondi li conosce (o dovrebbe conoscerli) bene. Il vostro consulente bancario. La banca ha a disposizione una serie tali di fondi da coprire tutte le principali tipologie illustrate e dovrebbe sapere come seguirli, quando intervenire e soprattutto quali proporvi!

Spiegategli chi siete, le vostre necessità, i rischi che siete disposti a correre e fatevi fare una o più proposte; se necessario fatevi spiegare i dettagli! Sono i vostri soldi!

Poi analizzatele bene queste proposte. Cercate di capire se vi vuole fare da consulente o se è solo interessato a vendervi il prodotto del momento.

Attenzione! I consulenti spesso sono soggetti a pressioni commerciali dall’alto e potrebbero proporvi un prodotto perché stressati e non perché effettivamente il prodotto sia adatto a voi. Non prendetevela se una volta ogni tanto vedete che il vostro gestore di fiducia cede a questi meccanismi, soprattutto se in generale si è dimostrato un consulente serio. Voi dal canto vostro valutate ogni proposta con attenzione e non vergognatevi a dire di no se la cosa non vi interessa.

Valutate la tipologia di fondo proposta, fatevi le seguenti domande:
- Sto diversificando?
- È un fondo settoriale o multiasset?
- È flessibile o a benchmark?
- Che grado di rischio ha?
- Come modifica il grado di rischio del mio portafoglio?
- Che rendimenti attesi posso aspettarmi dal sottostante?
- Quante e quali spese ci sono?
- Che orizzonte temporale ha il fondo?
- Chi è il gestore?
- Nel complessivo questo fondo è adatto a me e al mio portafoglio?

Col tempo e con l’esperienza poi potrete anche cominciare a valutare le politiche di investimento del fondo in merito a strategie e tattiche adottate (che sono poi quelle in ultima analisi che fanno la differenza in termini di risultato!), ma questo è un aspetto secondario.

Insomma, affidatevi ad un esperto. Si tratta dei vostri soldi.

Perché per la vostra salute andate da un medico professionista e non vi curate da soli?
Stesso ragionamento dovreste fare per i vostri soldi.
Perché mai pensate di avere le competenze, le conoscenze e gli strumenti necessari a seguire i vostri investimenti?

Io ai miei clienti dico che di mercati ne capisco poco o nulla. Ed è vero. Non riesco a fare previsioni sull’andamento del mercato azionario Europa, o sul cambio euro dollaro sull’andamento dei tassi.

Ma dico anche che conosco molto bene le meccaniche dei vari prodotti e che conosco benissimo i miei fondi, so in cosa investono, so che grado di rischio hanno, so quando è il momento di uscire e quando no.

Io gestisco il portafoglio dei miei clienti scegliendo insieme a loro i prodotti, poi lascio alle SGR gestire i loro prodotti.

Fatevi aiutare, ma fatevi anche spiegare tutto e cercate di capire il più possibile.


NON SE NE PARLA, DICCI COME FARE IL “FAI DA TE”!

Ok, non vi fidate; male! Davvero.

Vi do comunque qualche indicazione.

Prima regola: diversificazione.

Non mettete tutto il vostro capitale in uno o due prodotti. Comprate un po’ di questo e un po’ di quello. In misura maggiore ciò che pensiate possa guadagnare di più, in misura minore ciò che pensate possa guadagnare di meno (ma sempre guadagnare! Non prendete se pensate che perda!).

Diversificate sia nei prodotti (settoriali, multiasset, a benchmark e no, ecc,) che nei mercati (azionario europa, obbligazionario italia, ecc.), la scelta dei pesi va fatta oculatamente e dovrete essere pronti a modificarla nel tempo in base alle notizie che sentite dai mercati.

Seconda regola: non guardate mai i rendimenti passati.

Ingannano. Non sono affidabili. Il passato è passato, comunque sia andata non lo prendete in considerazione. Comprate pensando al futuro. Vendete pensando a quello che avete adesso.

Terza regola: abbiate ben chiaro il vostro orizzonte temporale ed i rischi che siete disposti ad assumervi

Una volta definiti questi due aspetti, rispettateli. Se comprate un fondo che investe con un orizzonte di 6 anni non lo vendete dopo il primo perché è in perdita! Se comprate un fondo azionario vuol dire che siete disposti a sopportarne le oscillazioni!

Un esempio di quello che proprio proprio farei io se non volessi affidarmi ad un consulente bancario e avessi 50.000 euro (ATTENZIONE! Non copiatelo per i vostri investimenti! Molto probabilmente non avete il mio stesso orizzonte temporale e neanche le mie stesse idee sui rischi che sono disposto a correre e sul comportamento futuro dei mercati)

10.000 Azionario America flessibile (perché mi aspetto buoni risultati nei prossimi 3-5 anni, ma sto attento alla situazione politica e finanziaria del paese)
10.000 Azionario Giappone flessibile ma senza copertura rischio cambio (è la mia scommessa, secondo me faranno bene entrambi, mercato e valuta, ma questo lo tengo d’occhio e alla bisogna intervengo subito anche vendendo in perdita)
10.000 Azionario Europa flessibile (anche qui mi aspetto risultati decenti nei prossimo 3-5 anni)
10.000 un fondo multiasset flessibile a profilo di rischio alto
10.000 un fondo multiasset flessibile a profilo di rischio basso (questi ultimi due dovrebbero essere due fondi liquidabili in fretta in caso di necessità se i valori degli altri fossero troppo bassi e avessi bisogno di liquidità)

Ho diversificato in tre mercati azionari, evito l’obbligazionario perché secondo me non guadagnerà niente, poi ho affiancato due prodotti a rischio diverso (per far fronte a diverse fasi dei mercati) dove delego il gestore ad investire come meglio crede.
Dai primi tre mi attendo i guadagni, dagli ultimi due mi aspetto un effetto di riduzione di volatilità del mio portafoglio.
Come orizzonte temporale sono sul medio lungo, direi 5 anni pieni, e come rischio sono molto alto, nonostante la presenza degli ultimi due fondi.
Ripeto, non prendetelo come esempio, è solo un modello per farvi vedere come avrei ragionato io.


FISCALITA’

Riguardo alla fiscalità dei fondi ci sono due dettagli di cui tenere conto.

Il primo è che i guadagni derivanti da fondi non possono essere compensati con eventuali minus, ma stranamente le perdite derivanti da fondi possono essere accantonate come minus (non dipende dalle SGR ma dallo Stato)

Il secondo è che quando vendete (o c’è il rimborso di un fondo) il guadagno viene tassato alla fonte dalla SGR e a voi arriva il netto.

Ma che aliquota viene applicata. La risposta è … impossibile dirlo a priori!

Nel fondo infatti i guadagni derivanti da titoli di stato, obbligazioni white list o simili verranno tassati al 12,5% mentre gli altri al 26%.
La tassazione finale sarà quindi una media ponderata fra i due, più vicina al 12,5% quanto più saranno i titoli all’interno del fondo che prevedono questa tassazione e viceversa più vicina al 26% quanto più saranno i titoli di questa categoria.

Quindi ad esempio un Fondo Obbligazionario Europa potrebbe avere una tassazione del 15%-17% mentre un fondo Fondo Azionario Italia una tassazione del 25-26%.


NON C’E’ TRUCCO NON C’E’ INGANNO!

E invece sì. Su un aspetto in particolare ho visto colleghi (concorrenti e non) approfittarsi dell’ignoranza dei clienti per conquistarsi la loro fiducia.

Negli investimenti spesso vengono usate parole come garanzia o protezione o cedole garantite per far tranquillizzare i clienti.

Fate attenzione a cosa vi dicono e che non abusino di questi termini. I fondi sono ottimi prodotti, ma vanno acquistati sapendo cosa si acquista!

Il termine garanzia in ambito finanziario implica che ci sia un terzo soggetto (non la banca, non la SGR, non voi) che ci mette i suoi soldi se le cose vanno male. Siccome le garanzie costano (si pagano, come le assicurazioni) e siccome nessuno vuole assicurare rischi troppo grandi si capisce subito che i prodotti garantiti hanno rendimento nulli o bassissimi.
Se qualcuno vi dice che quello che vi propone è garantito, andate a leggerlo sul KIID (o documento analogo), sui documenti ufficiali la parola garanzia non può essere usata a sproposito; se c’è scritto è vero, se non c’è scritto vuol dire che non è garantito.

Il termine protezione invece indica che c’è un qualcosa o un qualcuno che opera o opererà col fine di salvaguardare il vostro investimento. E’ diversa dalla garanzia, perché la protezione potrebbe saltare o non coprire tutto il capitale investito. Ad esempio una protezione potrebbe essere un meccanismo interno di investimento che ha come obiettivo quello di ridurre le perdite oltre un certo limite o quella dell’emittente che “ci mette la faccia” nel senso che si impegna ad intervenire, ma se l’emittente fallisce o incontra altri problemi la protezione potrebbe saltare.
Anche questa deve essere ben evidenziata nel KIID e devono esserne indicati gli estremi.
Non è una garanzia ma di solito è comunque un elemento positivo ai fini della riduzione del rischio.

Per ultimo, l’aspetto che maggiormente viene abusato dai venditori meno corretti, è lo stacco proventi.
“Signora questo fondo garantisce una cedola del 2% ogni sei mesi”.
Sentita tante volte questa frase, direttamente da colleghi o tante volte riportata dai clienti.
Il fondo certo, vi riconoscerà proventi per il 2% ogni sei mesi; ma come?
Di solito, anzi quasi sempre, questi proventi prefissati nell’importo e nelle scadenze non sono altro che stacchi di quota capitale. Ovvero per pagarvi la cedola il fondo non fa altro che rimborsarvi alcune quote del fondo, con tutto quello che ne consegue, dall’erosione del capitale alla diminuzione di eventuali rendimenti futuri.
Questo meccanismo, se non ben spiegato, anzi se addirittura abusato, è un forte indice del fatto che non dovete dare la vostra fiducia a quel consulente.


VARIE ED EVENTUALI

- “Bail In”. Molta gente ha paura di questa parola ultimamente; velocemente vi spiego che il” Bail In” in sostanza non è altro che il partecipare alle passività della Banca in crisi per cercare di rimetterla in sesto. Vi partecipa chi le ha dato fiducia, quindi in primis gli azionisti, poi chi detiene obbligazioni subordinate e via cosi fino ai correntisti (vi sarebbe il fondo di garanzia a tutelare i primo 100.000 euro per ogni codice fiscale sui conto correnti, ma in realtà ho usato “sarebbe” al condizionale perché in caso di default sistemico non è garantito un bel niente). Ora se io soldi non li investo in azioni o obbligazioni della banca e non li lascio sul conto, ma li investo in altre cose, questi non vengono toccati dal “Bail In”. I fondi quindi, sono un ottimo strumento per svincolarsi dal pericolo “Bail In”.

- Gestioni Patrimoniali, molto simili ai fondi, migliori per certi versi; sono però adatte, a mio avviso, ai portafogli sopra 100/150.000 euro, per questo non le ho trattate qui; se rientrate o superate questa fascia di disponibilità fatevele illustrare dal vostro consulente! Assolutamente!

- PAC Piani di Accumulo; sono un ottimo strumento, ma a mio avviso non di investimento; il PAC per me è uno strumento di risparmio (o al limite uno strumento al confine fra i due mondi). Si basa sull’acquisto regolare sia nell’importo che nella frequenza (ad esempio 100 euro al mese) di quote di un fondo. L’ingresso sul fondo a step successivi riduce la volatilità finale per il cliente (meno perdita in caso di perdita ma anche meno guadagni in caso di guadagno).

- Previdenza complementare: si basa in ultima analisi di un PAC, ma ha regole, costi, vantaggi e svantaggi molto diversi dai normali fondi per cui la tratterò in una guida a parte.

- Polizze Assicurative Finanziarie sono strumenti di fatto molto simili ai fondi, ma hanno diverse particolarità interessanti per cui tratterò anche queste in un’apposita guida

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